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Germania: mons. Schick (Dbk), “negli Stati del Golfo libertà di culto, ma non libertà religiosa”

La Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha presentato oggi a Berlino un documento che presenta l’attuale situazione dei cristiani nella penisola arabica. La pubblicazione fa parte della iniziativa promossa dal 2003 per la “solidarietà con i cristiani perseguitati e oppressi nel nostro tempo”. Mons. Ludwig Schick, presidente della commissione per la Chiesa internazionale della Dbk, ha sottolineato la diversa situazione dei cristiani nei vari Paesi della penisola arabica: “è importante distinguere tra gli Stati del Golfo e l’Arabia Saudita”, ha detto Schick, evidenziando che lo Yemen deve essere considerato di nuovo a rischio a causa della guerra civile. Negli Stati del Golfo i cristiani vivono la loro fede in modo relativamente libero perché “c’è libertà di culto, ma non la libertà religiosa”, ha sottolineato Schick, e comunque l’apostolato attivo per il cristianesimo o anche la conversione di fedeli musulmani sono stati comunque vietati. In Arabia Saudita, le condizioni di vita per i cristiani sono significativamente peggiori, ha sottolineato l’arcivescovo Schick.
Nel Paese le leggi portano aduna esclusività dell’islam, preferibilmente nella sua interpretazione rigoristica wahhabita praticata: “Anche il possesso di oggetti religiosi cristiani è proibito”, ha rilevato Schick che ha rimarcato che “per i circa 1,5 milioni di cristiani in Arabia Saudita non esiste una sola chiesa e i fedeli sono costretti a incontrarsi di nascosto nelle case e nelle camere d’albergo”. Il lavoro della Dbk sulla situazione dei cristiani nella penisola arabica contiene informazioni dettagliate sulla storia e la presenza del cristianesimo nella regione.

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