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Etica e politica: don Ciotti (Libera), “una società che non tutela i diritti abdica a suo ruolo educativo”

“Abbiamo una grande responsabilità verso i diritti. Non bastano le leggi per affermarli. La loro attuazione è affidata alla libertà e alla responsabilità di ognuno perché l’essere umano non è fine ma mezzo”. Così don Luigi Ciotti agli operatori sociali riunitisi a Bari per il convegno “Nei cantieri della città del noi”. “Noi è una parola rubata che ha perso forza e definizione. – dice don Ciotti – C’è un noi che è diventato un contenitore in cui si sono infilati troppi abusivi e incantatori. C’è chi usa il noi come un trampolino di ambizioni personali, di obiettivi che non c’entrano nulla con il bene comune. Gli operatori allora devono bonificare le parole, perché queste sono responsabilità, la via di accesso alla verità, non uno strumento per manipolarla”. Poi don Ciotti si rivolge alla politica che si è allontanata da uno spirito etico: “La politica nasce per governare le città, per garantire la giustizia sociale, la pacifica convivenza che nasce dall’etica. Oggi c’è il divorzio della politica dall’etica. Perché una società che non tutela i diritti, o si limita ad enunciarli, ha abdicato, prima che ai suoi doveri politici, alla sua responsabilità educativa”. Così cita papa Francesco: “Francesco nella Laudato si’ parla di disuguaglianze sociali e sfruttamento ambientale. È una unica crisi sociale perché il mondo è un ecosistema, non si può agire su una parte senza che le altre ne risentano. Un vero approccio ecologico è un approccio sociale che deve ascoltare il grido di libertà dei popoli”.

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