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Diritti umani: al convegno del Cipmo la testimonianza delle due giovani yazide Nadia Murad Basee Taha e Lamiya Aji Bashar

Si è tenuta questo pomeriggio a Milano un’iniziativa organizzata dal Centro italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo) in collaborazione con l’ufficio di informazione del Parlamento europeo dal titolo “Minoranze e tutela dei diritti umani”. L’incontro aveva come filo conduttore le testimonianze di Nadia Murad Basee Taha e Lamiya Aji Bashar, due giovani appartenenti alla minoranza religiosa Yazida che sono sopravvissute alla schiavitù sessuale e alle violenze dello Stato Islamico. Il Parlamento europeo ha conferito loro il premio Sacharov 2016 per la libertà di pensiero e la difesa dei diritti umani. Nel corso dell’incontro, che ha visto i saluti del direttore dell’Ufficio di informazione del Parlamento europeo, Bruno Marasà e di Magda Censi, coordinatrice del Centro italiano per la pace in Medio Oriente, ha preso la parola anche Silvio Ferrari, docente di diritto canonico all’Università degli studi di Milano e presidente dell’international Consortium for Law and religious studies. “Queste due donne – ha detto Ferrari – ci hanno dato un grande esempio di resistenza al male che ci circonda. Un esempio tangibile di cosa significhi lottare per il rispetto dei diritti umani, specie in questi ultimi tempi in cui abbiamo sempre più bisogno di modelli che ci ricordino l’importanza di temi quali il rispetto per la dignità umana. Ma dietro la triste storia di Nadia e Lamiya si nasconde anche la sconfitta dolorosa dei diritti umani, una sconfitta che riguarda in modo particolare tutto l’Occidente e i suoi governi”.

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