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Corruzione: Corradino (Anac) a “Notizie”, oggi è in corso un “processo di banalizzazione del malaffare”

Pagare tangenti, ottenere un posto per raccomandazione, appropriarsi di un bene comprato con il denaro pubblico è considerato “normale”. E’ normale corrompere, cercare i “santi in paradiso”, fare i furbetti del quartierino. Nel suo libro “È normale… lo fanno tutti”, Michele Corradino, componente dell’Autorità nazionale anticorruzione e magistrato del Consiglio di Stato, denuncia “il processo di normalizzazione del malaffare”. In un’intervista sul numero in uscita di “Notizie”, settimanale della diocesi di Carpi, Corradino spiega che il titolo del volume è emblematico del “processo di banalizzazione della corruzione, del malaffare” in corso. Una banalizzazione “estremamente pericolosa, sotto tutti i profili. Le agenzie formative del nostro sistema sono in crisi. Si pensi al ruolo della famiglia: in passato non si faceva entrare il reato nelle famiglie, anche mafiose. Oggi invece assistiamo alla centralità della famiglia nei processi di corruzione”. Ad esempio , “la moglie che aiuta il marito a smazzettare il denaro; un padre che insegna al figlio la ‘morale del buon corrotto’ e come compiere un atto illecito”. Un fenomeno che “prescinde dalle condizioni sociali, culturali, e di scolarizzazione”. Per il magistrato, “questo abbattimento dei valori etici e culturali si riflette sulla nostra società: manca lo slancio contro la corruzione penalistica e il malaffare in generale. Negli anni novanta, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, nessuno pensava che la mafia fosse ‘normale’. È necessario recuperare quella dimensione, tornare a lottare contro quel fenomeno a tutela della nostra realtà”.

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