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Colombia: il Parlamento approva in via definitiva l’accordo pace, che diventa subito operativo

Ventiquattr’ore dopo il Senato, anche la Camera dei rappresentanti della Colombia ha dato ieri il via libera definitivo al nuovo accordo di pace tra Governo e Farc. Un voto avvenuto all’unanimità (130 sì), così come era avvenuto nella Camera alta (70 voti). In entrambi i casi i rappresentanti del Centro democratico, il partito dell’ex presidente Alvaro Uribe e maggior forza di opposizione , non hanno partecipato al voto.
In effetti, al di là degli esiti del voto, non è venuta meno nella vita politica del Paese la polarizzazione che aveva portato al fallimento del primo accordo di pace, poi modificato, con la bocciatura avvenuta nel plebiscito del 2 ottobre. Per gran parte delle forze politiche i cambiamenti rispetto a quell’accordo sono stati sostanziali. Per il Centro Democratico il nuovo accordo è un “coniglio” tirato fuori dal prestigiatore, cioè il presidente Santos (#noalconejo è l’hashtag che su twitter accompagna le prese di posizione di Uribe).
La Chiesa colombiana si era già espressa nei giorni scorsi sul nuovo accordo, esprimendo “felicitazione e speranza nella sua implementazione” e, tornando a promuovere la campagna informativa “Acciones Conscientes, Tu Compromiso con el Futuro” per diffondere tra la popolazione e, in particolare, tra gli operatori pastorali una cultura di pace e accompagnare nel territorio la conoscenza sui contenuti dell’accordo. Fin da subito, infatti, inizierà la smobilitazione dei guerriglieri, che saranno radunati per un periodo in alcuni punti del Paese e reintrodotti gradualmente nella vita civile. La Chiesa sta promuovendo in questi giorni laboratori in vari punti del Paese, promossi dalla Commissione di conciliazione nazionale, con l’obiettivo di coinvolgere leader sociali, campesinos, vittime del conflitto nella necessaria opera di pacificazione e riconciliazione. In particolare, in questa settimana, due laboratori si sono svolti nelle diocesi di Istmina-Tadó (nel dipartimento del Chocó, nella parte occidentale del paese) e di Arauca (nell’omonimo dipartimento orientale, ai confini con il Venezuela).

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