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Cardinale Bagnasco: viviamo l’epoca “dell’individualismo fino al soggettivismo quasi assoluto”

Viviamo l’epoca “dell’individualismo, o del primato del soggetto, fino al soggettivismo quasi assoluto” per cui “quello che conta nei valori dei principi e dei criteri morali è quello che il singolo soggetto ritiene, pensa”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a conclusione dell’incontro “Il futuro dell’Europa” che si è svolto ieri sera a Genova nel corso della prima serata della nona edizione di “Cattedrale Aperta”, cui hanno partecipato mons. Roland Minnerath, arcivescovo metropolita di Digione, e lo storico Ernesto Galli della Loggia. “In questo contesto post-moderno, di un esagerato soggettivismo individualista, che ci conduce a un vivere in modo solipsista, privato e trincerato – ha detto il cardinale – forse c’è una sensibilità tipicamente moderna che gioca in modo diverso” e che contraddistingue “i movimenti ambientalisti e la cultura ecologica”. Movimenti “che dicono l’esatto opposto del soggettivismo esasperato, per cui è il soggetto che crea la verità delle cose”. Al contrario “la mentalità ecologista e i movimenti ambientalisti riconoscono che le cose ci precedono e che dobbiamo rispettarle” e queste cose sono “la natura”. “Che cosa vuol dire questa mentalità, al di là di eccessi sempre possibili?” ha domandato Bagnasco. “Che c’è un riconoscimento della ragione oggettiva e se questo vale per la natura, per gli animali, dovrebbe valere, ma non vale, tanto più per l’uomo”.

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