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Austria: domenica il ballottaggio per il Presidente federale. Dalle Chiese critiche all’uso strumentale del cristianesimo

La lunga attesa degli austriaci è quasi giunta al termine: domenica 4 dicembre si terrà per la seconda volta il ballottaggio per l’elezione del Presidente della Repubblica, a 7 mesi da quello del 22 maggio annullato dalla Corte costituzionale lo scorso 1° luglio per una serie di procedure errate e di irregolarità nel conteggio dei voti per corrispondenza. Gli elettori saranno nuovamente chiamati a decidere tra Alexander Van der Bellen, candidato indipendente già presidente del partito dei Verdi, che risultò vincitore al ballottaggio annullato, e il suo avversario Norbert Hofer, leader del Partito della libertà austriaco, di ispirazione nazionalista e populista. In questa lunghissima campagna elettorale, che ha visto le votazioni per il primo turno essere effettuate il 24 aprile scorso, non sono mancati toni aspri concentrati soprattutto sul ruolo dell’Austria all’interno dell’Unione europea, sulla situazione sociale con l’aumento della disoccupazione, e sulla politica nazionale di accoglienza o respingimento di rifugiati e migranti. Su questo aspetto lo scontro si è giocato soprattutto alla luce della posizione di passaggio che riveste l’Austria per i richiedenti asilo e i rifugiati provenienti dalle vie di accesso balcaniche e dal confine con l’Italia. In questa ultima fase di campagna elettorale aspre critiche sono state espresse dalle Chiese cattolica, evangelica e ortodossa sull’uso strumentale della fede cristiana negli slogan elettorali. I risultati del voto sono previsti per il pomeriggio di lunedì 5 dicembre.

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