Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Referendum costituzionale: Ugci, nessuna presa di posizione a livello nazionale. Unioni locali e associati liberi “di assumere posizioni di non neutralità”

Approfondire la tematica referendaria, ma senza prendere posizione, nel rispetto del “pluralismo delle idee e delle posizioni politiche al proprio interno”. Così il Consiglio centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) si esprime in merito al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. L’Ugci “auspica che presso ogni Unione locale si attivino incontri, aperti non solo ai soci, ma ai cittadini, anche non giuristi, interessati a discutere e ad approfondire la materia”, ma al tempo stesso riconosce il “carattere estremamente politicizzato che ha acquisito nelle ultime settimane, e che sempre più andrà ad acquisire, il voto del 4 dicembre”. I membri del Consiglio “non dubitano che mai come in questo caso è legittimo che politica e diritto s’intreccino, ma rilevano anche che, ancora una volta mai come in questo caso, nella presentazione massmediale e nella percezione comune le ragioni del diritto vengono ampiamente – e purtroppo, trattandosi di materia costituzionale – surclassate da quelle della politica”. Fanno quindi proprie “le parole che il padre costituente Giorgio La Pira, richiamata la parabola evangelica della casa costruita sulla sabbia o sulla roccia (Mt 7, 21-29) e paragonata la Costituzione a questa casa, ebbe modo di pronunciare l’11 marzo 1947 di fronte all’Assemblea costituente: ‘Questa è la nostra preoccupazione: di scavare questa pietra, di costruire questi muri maestri, di costruire questa volta e di fare in modo che vi sia una casa umana, fatta per fratelli, per uomini che cooperano per uno stesso fine, che è lo sviluppo della personalità umana…’”. L’auspicio dell’Ugci “è che ciascuno possa, consapevolmente e coscientemente, rispondere al quesito fondamentale se la riforma che sarà oggetto di referendum corrisponda o meno a questo principio guida”. E se, come Unione a livello nazionale, dichiara la volontà di non schierarsi, “nel contempo sollecita le Unioni locali ad approfondire il tema referendario, specificando che sia esse sia i propri associati sono perfettamente legittimati e liberi, come già si è detto, di assumere posizioni di non neutralità e di schierarsi per l’uno o l’altro possibile esito del Referendum, con l’unico limite di dichiarare in modo espresso il carattere locale e non nazionale della loro presa di posizione”.

© Riproduzione Riservata
Italia