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Terremoto Centro Italia: Caritas del Nord-Est hanno raccolto 3 milioni di euro. Al via i gemellaggi con le diocesi colpite

Le Caritas della Delegazione del Nord-Est saranno gemellate con i territori di Spoleto/Norcia. A 3 mesi dalla prima scossa che ha distrutto molti paesi del centro Italia, la presenza e l’impegno Caritas restano costanti in tutti i paesi toccati, anche quelli spesso dimenticati. Impegno che ha concorso alla raccolta di 3 milioni di euro. Sono stati inoltre attivati i gemellaggi di tutte le Caritas, da Nord a Sud, con la diocesi di Rieti, le sei diocesi delle Marche colpite dal sisma – Ascoli Piceno, Camerino-San Severino Marche, Fabriano-Matelica, Fermo, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto – la diocesi di Spoleto-Norcia, le diocesi di L’Aquila e Teramo-Atri. “Proprio in base alla lettura del particolare contesto delle zone colpite dal terremoto e all’esperienza maturata in passato – spiega monsignor Ceschi, direttore della Caritas diocesana veronese – la Delegazione delle Caritas del Nord Est sono orientate a impegnarsi per il sostegno ad aziende agricole e agriturismi della zona Spoleto/Norcia gravemente colpite dal sisma, ma non solo. Gli interventi di prossimità sono allo studio del Gruppo Emergenza della Delegazione Nord-Est che ha raccolto ulteriori informazioni dai referenti delle Caritas locali, coordinandosi con la Caritas Italiana”. Grazie alla colletta nazionale del 18 settembre sono finora pervenuti a Caritas Italiana 16 milioni di euro, incluso il milione messo a disposizione dalla Cei.

Fino ad oggi Caritas Italiana ha garantito ascolto delle persone presenti nei territori con particolare attenzione alle fasce più deboli, accompagnamento pastorale, informazione, accanto a interventi diretti con risposte ai bisogni primari, contributi al reddito, fornitura diretta di beni e strumenti per favorire la ripresa delle attività economiche presenti, soprattutto nelle aree rurali. Non è mancata l’attenzione alle famiglie delle vittime e ai bisogni di quanti vivono nelle frazioni e nelle case sparse. Significativa è l’attività di animazione e prossimità negli alberghi della costa marchigiana e abruzzese e del Lago Trasimeno dove sono stati trasferiti i residenti dei centri maggiormente colpiti. La sala della comunità S. Agostino ad Amatrice è stata appena completata e il 24 novembre, si è svolta una celebrazione eucaristica in ricordo di tutte le vittime e delle loro singole storie di vita perché si mantenga viva la memoria. Sempre nella diocesi di Rieti altri due centri di comunità sono in fase di attuazione, a Scai e a Sant’Angelo e si sta valutando come allestirne un altro a Grisciano. Nella diocesi di Spoleto-Norcia si sta verificando la possibilità di realizzarne tre: a Norcia, a Cascia e ad Avendita, mentre nella diocesi di Ascoli Piceno si è in attesa delle necessarie autorizzazioni per un Centro di comunità ad Arquata del Tronto e si sta valutando la fattibilità di altre strutture comunitarie nei paesi maggiormente colpiti delle altre diocesi delle Marche.

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