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Riviste: su “Credere” l’intervista a don Julián Carrón (Cl), “Siamo davanti a una situazione storica inedita”

“Il cambiamento che sta avvenendo nella vita del movimento e della Chiesa sconvolge e non tutti reagiscono allo stesso modo. Questo, talvolta, mi porta a patire incomprensioni nella vita del movimento. Personalmente vivo tutto questo in pace, anche se certe cose mi feriscono”. Così don Julián Carrón, alla guida di Comunione e Liberazione dal 2005, designato da don Luigi Giussani a succedergli pochi mesi prima della morte, in un’intervista in esclusiva sul nuovo numero di “Credere” da domani in edicola. “Credere” lo ha intervistato in occasione della pubblicazione di una nuova versione di un testo di don Giussani del 1973 “Dalla liturgia vissuta. Una testimonianza” (Edizioni San Paolo). Oltre ad alcune riflessioni molto attuali sul senso della liturgia e della sua importanza sia nella vita cristiana sia nel cammino di Cl, don Carrón affonta con decisione alcune delle sfide sul tappeto per il movimento, oggi forte di non meno di 100mila membri, diffusi in 90 Paesi di tutti i continenti. “Siamo davanti a una situazione storica inedita – spiega a Gerolamo Fazzini – ‘un cambiamento d’epoca’, come dice il Papa. La questione cruciale oggi è come rendere attraente la fede e la vita cristiana, in un mondo in cui il valore supremo è la libertà: non c’è altro modo di comunicare il vero che non passi per la libertà. È la lezione del Concilio. La verità non ha bisogno d’altro. E la fede non si comunica per costrizione, ma per ‘attrazione’. Questo equivale a tornare alle origini dell’esperienza cristiana”. Carrón riafferma con forza la sintonia tra Cl e Papa Francesco: “Per noi è una gioia constatare che la modalità di concepire il cristianesimo cara a Giussani coincide con quanto il Papa propone”. “Oggi, sentendo papa Francesco parlare di ‘periferia’ e di una Chiesa ‘in uscita’, siamo richiamati al carisma originale”.

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