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Papa Francesco: udienza, “anche oggi c’è chi rischia la vita per dare sepoltura alle povere vittime della guerra”

“Pregare per i vivi e per i defunti” e “seppellire i morti”. Sono, rispettivamente, l’ultima opera di misericordia spirituale e l’ultima opera di misericordia corporale, al centro dell’udienza di oggi. A proposito di quest’ultima, Francesco ha commentato: “Può sembrare una richiesta strana quest’ultima, e invece, in alcune zone del mondo che vivono sotto il flagello della guerra, con bombardamenti che giorno e notte seminano paura e vittime innocenti, questa opera è tristemente attuale”. L’esempio citato, tratto dalla Bibbia, è quello “del vecchio Tobi, il quale, a rischio della propria vita, seppelliva i morti nonostante il divieto del re”. “Anche oggi c’è chi rischia la vita per dare sepoltura alle povere vittime delle guerre”, ha esclamato il Papa per spiegare come “questa opera di misericordia corporale non è lontana dalla nostra esistenza quotidiana. E ci fa pensare a ciò che accadde il Venerdì Santo, quando la Vergine Maria, con Giovanni e alcune donne stavano presso la croce di Gesù”. “Dopo la sua morte, venne Giuseppe di Arimatea, un uomo ricco, membro del Sinedrio ma diventato discepolo di Gesù, e offrì per lui il suo sepolcro nuovo, scavato nella roccia”, ha ricordato Francesco: “Andò personalmente da Pilato e chiese il corpo di Gesù: una vera opera di misericordia fatta con grande coraggio!”.

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