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Mosul: Unicef, quasi la metà dei bambini senza accesso a acqua pulita a causa del conflitto

A Mosul circa la metà di tutti i bambini e le loro famiglie non hanno più accesso all’acqua pulita, dopo che, a causa del conflitto, è stata distrutta una delle principali condutture idriche. A denunciarlo è oggi l’Unicef. Il danno nella conduttura – una delle tre principali per il rifornimento d’acqua dei civili nella parte orientale di Mosul – si trova in zone della città ancora sotto il controllo del cosiddetto Stato Islamico, rendendo quindi impossibile una riparazione rapida. “I bambini e le loro famiglie a Mosul stanno affrontando una situazione terribile. Non corrono solo il rischio di venire uccisi o feriti nei combattimenti a fuoco, ma adesso oltre mezzo milione di persone non ha acqua potabile”, ha dichiarato Peter Hawkins, rappresentante dell’Unicef in Iraq. Le autorità irachene stanno attualmente trasportando acqua verso la parte orientale di Mosul, ma questi rifornimenti non bastano a coprire i bisogni dei residenti. Se la fornitura d’acqua non sarà ripristinata nei prossimi giorni, sostiene l’Unicef, i civili saranno costretti a fare ricorso a fonti non sicure, che esporranno i bambini al rischio di malattie legate all’acqua, come ad esempio diarrea acuta, e alla minaccia della malnutrizione. I bambini che vivono nelle aree colpite sono già provati da anni di condizioni di vita estremamente dure. A riguardo l’Unicef fa sapere di sostenere il Governo iracheno nel riattivare i pozzi che si trovano nelle vicinanze e gli impianti di trattamento delle acque, per garantire acqua all’aree colpite nella parte meridionale di Mosul e nel lato sud occidentale delle aree recentemente riconquistate, fino a quando non sarà possibile accedere e riparare la conduttura idrica danneggiata. “L’Unicef chiede a tutte le parti in conflitto di consentire sia la distribuzione di aiuti sia la riparazione necessaria. Le infrastrutture civili non devono mai essere attaccate”, ha concluso Hawkins.

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