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Lavoro: Isfol si rinnova, dal 1° dicembre diventa Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche)

Innovazione, crescita e benessere sono i tre principi ispiratori di Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche). “La nascita dell’Istituto rappresenta un momento importante nella costruzione del nuovo sistema delle politiche sociali e del lavoro” ha detto, il presidente Stefano Sacchi, questa mattina a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione presso la Camera dei deputati, alla quale sono intervenuti anche Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera, e Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato. L’Isfol, l’ente pubblico di ricerca sui temi delle politiche sociali nato nel 1972 e che oggi conta circa 600 dipendenti di cui due terzi tra ricercatori e operatori tecnici, diventa dunque Inapp. Sacchi ha spiegato che “il nuovo ente pubblico di ricerca, vigilato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, riflette i compiti assegnati dal decreto legislativo 150/2015 con il quale è stata ridisegnata la governance delle politiche del lavoro”. Inapp si occuperà di “analisi monitoraggio e valutazione di tutte quelle politiche pubbliche che hanno a che fare con il lavoro, i servizi per il lavoro, l’istruzione, la formazione, le politiche sociali e più in generale di tutte le politiche economiche che hanno effetti sul mercato del lavoro”, ha proseguito il presidente. Sacchi ha anticipato alcuni risultati di quello che sarà l’attività di Inapp. Per il 2017 è in agenda la presentazione dell’analisi degli effetti del Jobs Act sull’andamento dei contratti a tempo indeterminato. Dai primi dati si nota che “senza la riforma l’incidenza di questo tipo di contratti sul totale dei nuovi avviamenti sarebbe scesa dal 16% al 15%. Con la riforma è salita al 26%”, ha concluso Sacchi.

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