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Giornata lotta all’Aids: Caritas Bolzano-Bressanone, sostenere le persone, abbattere pregiudizio e isolamento

In occasione della Giornata mondiale della lotta all’Aids di giovedì 1° dicembre, i direttori della Caritas altoatesina Paolo Valente e Franz Kripp sottolineano la necessità di sostenere le persone che vivono il dramma della sieropositività e dell’Aids, abbattendo il pregiudizio. Tutte le profilassi, cure e scoperte scientifiche possono infatti fare poco senza l’abbattimento del pregiudizio e dello stigma. “Dove stigma e pregiudizio vengono combattuti, ci si informa, si accede alle cure e non si cade nell’isolamento, dove gli occhi si chiudono, invece, la malattia continua a colpire”, sostengono i direttori. In Italia il 15% dei portatori della infezione Hiv non ne è consapevole e una diagnosi su due è tardiva, a fronte di 4mila nuove diagnosi l’anno senza variazione sensibili negli ultimi 10 anni. In Alto Adige l’andamento negli ultimi anni è abbastanza stabile e mediamente ci sono 20 nuovi sieropositivi per anno. L’incidenza dell’infezione da Hiv non tende però a calare, ma è stabile dal 1990 in poi.

Per merito della terapia la mortalità per Hiv/Aids è crollata e la qualità di vita per le persone colpite è molto migliorata. Il pregiudizio, però, riman, sostiene Pierpaolo Patrizi, psicoterapeuta della Caritas, che da oltre 30 anni accoglie e accompagna persone sieropositive e malate d’Aids: “Dietro agli aridi numeri ci sono persone, storie e volti. Non dobbiamo mai dimenticarcelo. Il buio nel cuore che provano molti malati è peggio della malattia. Tocca a noi conoscere questi ‘numeri’ e conoscere questi ‘invisibili’, per abbattere lo stigma e rendere più umano il mondo”. In questa direzione opera Caritas, attiva nel sostegno delle persone colpite dal virus dell’Hiv e dall’Aids con due servizi specifici: Casa Emmaus, la struttura per l’accoglienza di persone sieropositive e malate di Aids di Laives, e il gruppo Iris, basato principalmente sull’apporto dei volontari che seguono e assistono le persone colpite dal virus e danno loro il coraggio e il sostegno che a volte vengono a mancare da parte della famiglia o degli amici della persona.

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