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Cittadinanza e partecipazione: Istituto Toniolo, presentato oggi al presidente Mattarella il “Rapporto Giovani 2016”

È stato presentato questo pomeriggio al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il “Rapporto Giovani 2016”, l’indagine realizzata dall’Istituto Toniolo. Erano presenti Cesare Mirabelli e Enrico Fusi, vicepresidente e segretario generale dell’Istituto Toniolo, Giovanni Bazoli, presidente emerito Intesa Sanpaolo, Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo, Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica, e Alessandro Rosina, coordinatore scientifico del Rapporto. Durante l’incontro Rosina ha illustrato i temi salienti del Rapporto sottolineando in particolare l’ultima rilevazione che ha approfondito il tema “Giovani, cittadinanza e partecipazione”. L’approfondimento – realizzato da Ipsos – è stato condotto nella seconda metà di luglio su un campione di oltre 6 mila giovani tra i 18 e i 32 anni nei paesi più popolosi d’Europa (con almeno 1000 intervistati in ogni singolo paese): Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Polonia.
“L’Italia – ha spiegato Rosina- più di altri paesi con cui ci confrontiamo, ha giovani che vorrebbero informarsi, scegliere, operare come cittadini, mettersi fattivamente alla prova nel volontariato e nel mondo del lavoro. Ma oggi riescono a farlo con meno successo. La grande maggioranza dei giovani esprime un alto grado di appartenenza al proprio paese”. “I nostri under 32 – ha aggiunto Rosina – presentano la percentuale più elevata di Neet. Perciò acquista particolare significato il notevole valore assegnato dai giovani al lavoro in Italia, al pari di Spagna e Polonia: riflette la maggior difficoltà e il maggior clima di incertezza sul percorso occupazionale che vivono i giovani in tali paesi. La Germania è la nazione con più bassa percentuale di Neet tra i paesi qui considerati e non sorprende notare che l’attenzione verso il tema del lavoro risulta più bassa”. Infine, ha concluso Rosina, “sensibilmente più elevata risulta l’importanza del voto per i giovani italiani rispetto ai coetanei degli altri paesi: assegnano un punteggio uguale o superiore a sei all’importanza di recarsi alle urne l’80% degli intervistati in Italia, contro il 70% circa dei coetanei degli altri stati considerati”.

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