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Minori migranti: Unicef e Save the children, “Ue faccia di più”. 700 bimbi morti in mare nel 2016

“Le istituzioni europee e gli Stati membri devono fare di più per proteggere i bambini rifugiati e migranti”: lo sostiene una dichiarazione firmata da 78 agenzie, fra cui l’Unicef e Save the Children, in occasione dell’inizio del 10° Forum europeo sui diritti dei minori a Bruxelles. Fra gennaio e settembre 2016, più di 664.500 bambini hanno richiesto asilo in Europa; quest’anno, in Italia, su 10 minori arrivati, 9 erano non accompagnati; in Grecia per 23.000 bambini il futuro continua a rimanere in bilico, così come il loro accesso all’istruzione. Si stima che, solo quest’anno, più di 700 bambini siano morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa. La scorsa settimana, un bambino di sei anni è morto in un incendio nel campo Moria sull’isola greca di Lesbo. Il fallimento delle azioni per rendere prioritaria la protezione dei minori preoccupa fortemente l’Unicef e Save the Children, perché in questo modo i bambini sono esposti ancora di più a rischi: “Si è fatto troppo poco per rispondere ai particolari bisogni di questi minorenni. I bambini in Svezia, per esempio, rimangono spesso fino a un anno in attesa dell’udienza per la loro richiesta d’asilo. I bambini bloccati in Grecia, in media, sono rimasti fuori dal percorso scolastico per 20 mesi. Sono tanti coloro che devono aspettare oltre un anno per raggiungere i membri della propria famiglia in altri Stati dell’Ue – un ritardo pericoloso, che può provocare la scomparsa di alcuni bambini o che finiscano nelle mani dei trafficanti”.

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