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Monsignor Galantino: su referendum, “non ho ancora deciso, mi sto informando”

“Non ho deciso cosa votare ma mi sto informando”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, in un’intervista al Tg2000 in occasione dello speciale Referendum “La domenica della Costituzione” in onda su Tv2000 sabato 12 novembre alle 22.45. Tra gli ospiti in studio due giuristi di opposto orientamento (Anna Falcone per il ‘No’ e Francesco Clementi per il ‘Sì’), servizi e interviste al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio e al vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio. “Mi dispiacerebbe – ha proseguito mons. Galantino – se la gente rimanesse ai margini considerata l’importanza della posta in gioco e la necessità del Paese di muoversi, prendere decisioni e darsi un impegno particolare. Non mi piacerebbe che la posizione che uno assume fosse poco razionale”.
“Il clima sociale che si avverte oggi – ha proseguito mons. Galantino – è quello sentito dalla gente: da una parte una stanchezza per tutto quello che è ripetitività e poca vitalità e dall’altra la possibilità di poter guardare avanti con più speranza e decisione”. Il giorno dopo il voto, ha sottolineato mons. Galantino, “mi piacerebbe vedere un Paese che di fronte a un appuntamento come questo si presentasse più unito non perché appiattito su posizioni preconcette ma perché desideroso di fare qualcosa di bello e nuovo per questa nostra Italia. Per tutti questi motivi condivido e rilancio la posizione e l’invito che il card. Bagnasco ha più volte ribadito: come Chiesa italiana non ci piace una politica che sia fatta solo di rivalse, interessi di bottega e realtà poco partecipate. Per cui è necessario, prima di tutto, tornare a invitare le persone a esercitare il proprio impegno a vivere questo diritto e dovere di partecipazione all’appuntamento referendario. C’è poi un altro impegno molto importante che è quello d’informarsi. La partecipazione e l’informazione infatti sono necessarie per arrivare al voto con la testa ben messa e non di pancia”. All’interno del mondo cattolico e della Chiesa “non mi scandalizzano le posizioni diversificate” sul ‘Sì’ o ‘No’ “soprattutto se queste opinioni sono frutto di considerazioni prese in maniera consapevole non per interessi di bottega o di parte ma frutto di un dibattito e una dialettica”.

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