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Svezia: progetto pilota della Chiesa per la formazione al “primo soccorso psicologico”

Partirà nelle prossime settimane un progetto pilota della Chiesa svedese di formazione al “primo soccorso psicologico”. L’iniziativa è rivolta in particolare a coloro che si trovano in posizioni tali da dover affrontare situazioni di crisi: insegnanti o operatori sociali, volontari o persone attive nell’aiuto ai richiedenti asilo, chi parte per distribuire aiuti in zone colpite da calamità naturali. “Quando avviene un incidente o ci si trova in una situazione di crisi”, spiega Carina Hjelmstam Winberg che coordina il progetto, “è utile che ognuno di noi sia in grado di essere in prima linea; se siamo in grado di dare una mano, questo fa la differenza per le persone colpite”. Lo scopo della formazione è di offrire gli strumenti per “rispondere alle esigenze di coloro che sono in una fase acuta di stress, in modo che essi siano guidati ad ottenere altro aiuto”. Le tappe fondamentali infatti del metodo di primo soccorso sono: “guardare, ascoltare, essere in grado di aiutare a creare ulteriori contatti”. Spiega ancora Carina Hjelmstam Winberg: “La sofferenza sociale ed emotiva può avere un più grave impatto sulle popolazioni colpite da un disastro del danno fisico. È per questo che la Chiesa svedese intende offrire un approccio olistico a quello che facciamo”. I seminari di formazione occuperanno due giorni e saranno condotti in collaborazione con una serie di organizzazioni svedesi che si occupano di aiuti umanitari in ambito internazionale.

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