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Cardinale Baldisseri: ad Avvenire, al Sinodo “si parlerà di tutti i giovani a prescindere dalla loro nazionalità, razza o religione”

Al prossimo Sinodo “si parlerà di tutti i giovani. A prescindere dalla loro nazionalità, razza o religione. Si affronterà la questione di come la Chiesa può trasmettere e proporre la fede ai giovani nel difficile contesto odierno. E ci occuperemo di come i giovani possono discernere la loro vocazione, il loro progetto di vita, nel senso più ampio di questo termine, a 360 gradi. Vocazione al matrimonio, vocazione ad una determinata professione, e anche vocazione al sacerdozio e alla vita religiosa”. Così il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, in un’intervista ad “Avvenire” parla dell’appuntamento sinodale del 2018. A partire dalla scelta del tema, “maturata con molta forza dalle consultazioni”, “sia nel primo sondaggio che è stato fatto nell’ultimo Sinodo, sia nelle consultazione degli episcopati occidentali e orientali, degli uffici della Curia e degli ordini religiosi”. “Anche il Consiglio della segreteria – precisa – ha proposto preminentemente questo tema. E il Papa ha accolto questa indicazione”. A proposito dei tempi per la preparazione, “la prossima sessione del Consiglio di segreteria è fissata per il 20 novembre. Si prevede, come è successo nel passato, che sarà presente anche il Papa che è il presidente del Sinodo. In quella sede potrebbero essere discussi e approvati i lineamenta. Dopodiché avremo un anno pieno per la preparazione delle risposte. Un periodo più lungo di quello avuto nei Sinodi precedenti. Questo darà alle Conferenze episcopale più tempo per la consultazione delle parrocchie e delle diverse realtà ecclesiali”.

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