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Reato di clandestinità: Lambruschi (Avvenire), “odioso e dannoso” da abolire

“Se domani mattina venisse abolito per decreto il reato di clandestinità, non ci troveremmo un numero più alto di delinquenti per strada a insidiare le donne e a terrorizzare i giovani. Non verremmo invasi”, mentre “le cose cambierebbero invece in meglio”: Paolo Lambruschi firma l’editoriale odierno del quotidiano “Avvenire” sulla questione politica dibattuta in questi giorni. Tre le ragioni addotte da Lambruschi in linea con la proposta di abolire il reato di clandestinità: “Avremmo un positivo abbassamento del tasso di ideologia e della strumentalizzazione xenofoba che inquina ogni discussione sulla questione migratoria; calerebbero le cause che contribuiscono a intasare i tribunali in un Paese dove i processi slittano di anni; risparmieremmo soldi pubblici”. Il governo, però, “è in ritardo”, prosegue l’articolo. “L’abolizione è stata votata dal Parlamento nell’aprile del 2014 con una legge delega, che ha assegnato al governo il compito di provvedere a eliminare quel reato. Un anno dopo l’esecutivo ha chiesto nuovamente a Camera e Senato di esprimersi, ottenendo la stessa risposta. E ancora tentenna. Certo, i tempi possono giustificare la paura, e non vogliamo neppure pensare a maneggi sottobanco e a contropartite in maggioranza per glissare su temi così importanti. Ma la paura o altri calcoli politici non devono far perdere lucidità e saggezza”.

L’editoriale del quotidiano cattolico prosegue: “Va detto chiaramente che l’espulsione per chi entra o soggiorna irregolarmente in Italia rimarrà, stabilita dalla legge Martelli del 1990 e ribadita 20 anni dopo dalla direttiva rimpatri della Ue del 2010. Cosa cambierà, allora? Si cancellerà un reato odioso e inutile che obbligava le procure a iscrivere sul registro degli indagati tutti gli immigrati presi senza permesso e a processarli magari per anni. Con quale esito? Una multa di svariate migliaia di euro nei fatti inesigibile, perché in questo caso i dichiarati ‘clandestini’ non avevano certo patrimoni, proprietà immobiliari o conti in banca sui quali rivalersi”. Lo Stato “ha sempre sostituito l’ammenda con un’espulsione, ovvero – spesso – un foglio di via che lasciava libero il dichiarato ‘clandestino’ di girare per l’Italia”. In questo modo “si è raggiunto solo l’obiettivo politico di criminalizzare gli immigrati irregolari senza impedirne l’arrivo”. E “si è allontanata l’opinione pubblica dalla comprensione dei drammi migratori, a vantaggio di chi dalla paura trae consenso”. E ancora: “Va rilevato che l’abolizione non è stata chiesta solo dalle organizzazioni umanitarie dagli attivisti, ma soprattutto da giuristi e magistrati”. Segue la proposta di “intensificare la lotta al traffico di esseri umani”, perché “ha causato decine di migliaia di morti innocenti e sofferenze indicibili in mare e sulle rotte africane e balcaniche e nel Sinai. E perché potrebbe essere uno dei canali di finanziamento del terrorismo”.

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