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Santa Sede-Cina: “tante aperture, fiducia nel dialogo”

Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora Papa Francesco: c’è  una linea di continuità nella volontà della Santa Sede di dialogare con le autorita’ cinesi per trovare soluzioni alle varie questioni aperte. E comunque negli anni sono stati fatti dei passi in avanti: la possibilità di citare la comunione con il Papa durante le celebrazioni, la diffusione dei programmi della Radio Vaticana in cinese, i tanti siti che riportano le parole del Papa, ed ora, con l’occasione del Giubileo della Misericordia, le tante Porte Sante aperte nelle Chiese locali. È quanto emerso, in sintesi, durante la presentazione del libro di Kin Sheung Chiaretto Yan “Il Vangelo oltre la Grande Muraglia. Sfide e prospettive sul cristianesimo in Cina”, presentato questa sera a Roma, alla Radio Vaticana. Il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali monsignor Claudio Maria Celli, ha raccontato diversi episodi vissuti in prima persona, che testimoniano il grande amore per la Cina degli ultimi tre pontefici. “Una volta Giovanni Paolo II, già in sedia a rotelle, mi disse: ‘Lei pensa che ce la farò ad andare in Cina?”. “Il dialogo non è  facile – ha affermato monsignor Celli – perché  siamo due entità un po’ dogmatiche e partiamo da visioni diverse. Ma non si può restare a formulazioni da torre d’avorio. Il cammino è andare avanti assolutamente”. Lo storico Agostino Giovagnoli ha sottolineato “la novità nella continuità” costituita dall’approccio più libero di Papa Francesco nel parlare della Cina. “I cinesi percepiscono la determinazione del Papa nel voler cambiare i rapporti tra Cina e Santa Sede – ha osservato -. Questo dà sicurezza e spazza vie certe incertezze del passato”. Anche il giornalista Gianni Valente si è detto fiducioso, elencando una serie di aperture recenti. Ottimismo confermato, al termine dell’incontro, dall’autore del volume: “La storia degli ultimi decenni lo dimostra”. Anche se, ha chiosato padre Federico Lombardi, “bisogna interrogarsi sulla stazionarietà della presenza dei cattolici, mentre aumentano i protestanti”.

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