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Cardinale Bassetti: “il Mediterraneo diventi luogo capace di unire popoli e nazioni, e di abbattere qualsiasi barriera”

“La visione del Mediterraneo come luogo d’incontro tra popoli e culture diverse, come spazio di dialogo tra fedi e storie lontane, resta ancora oggi un obiettivo di grandissima importanza. Un obiettivo estremamente concreto non solo per l’Europa ma per tutto il Medio oriente”. È quanto afferma oggi il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nell’editoriale pubblicato su “L’Osservatore Romano”. Il presule comincia la sua riflessione citando Giorgio La Pira: “Il Mediterraneo – disse La Pira il 22 febbraio 1958 rivolgendosi al presidente egiziano Nasser – può diventare, davvero, se pacificato, lo spazio più luminoso della Terra”. Non si tratta di uno “slancio utopistico di un ingenuo mistico cristiano”, sottolinea il card. Bassetti, anche se “questa grande speranza, coltivata per anni dal sindaco di Firenze, oggi potrebbe sembrare molto lontana dal suo avveramento”. “Oggi l’impegno per la pace rappresenta una costruzione molto fragile che va difesa con tutte le forze”, anche perché “la pace non è certo identificabile in una ‘moratoria della catastrofe’ o in un compromesso a buon mercato tra gli Stati”. E “neanche con l’assenza di guerra”. “La scia di sangue che caratterizza le migrazioni internazionali ne è un triste emblema”, prosegue il card. Bassetti, per il quale “la pace vera si manifesta nell’Epifania del Signore: prima di tutto una pace dello spirito che si riconosce nella tenerezza di Gesù e nell’infinita misericordia di Dio”. “Solo partendo da qui il Mediterraneo può aspirare a diventare quella sorta di lago di Tiberiade auspicato da La Pira. Un mare di Galilea più grande – conclude – capace di unire popoli e nazioni, e di abbattere qualsiasi barriera”.

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