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Test con bomba all’idrogeno: mons. Lazzaro You (Daejeon), “con le armi nucleari non arriverà la pace”

Un appello di preghiera perché la situazione in Corea del Nord è difficile e tutti devono essere consapevoli che “con le armi nucleari non arriverà la pace”, perché “il Signore, re della storia, aiuti ad aprire i cuori dei politici”. A lanciarlo della diocesi coreana di Daejeon è monsignor Lazzaro Heung-Sik You, presidente della Commissione giustizia e pace dei vescovi coreani, reagendo così al nuovo test nucleare compiuto ieri dal governo di Pyongyang, questa volta – a detta della Corea del Nord – con la bomba a idrogeno, il più potente degli ordigni atomici. Il vescovo cattolico conferma che ieri nella penisola coreana si è sentita la scossa di terremoto ma che “il popolo coreano ha fatto esperienza molte volte di queste situazioni” e quindi sta reagendo con “calma” alla nuova situazione di crisi. E aggiunge: “Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon desiderava fare una visita in Corea del Nord, ma questa cosa rompe il filo del dialogo e rende la pace più lontana. Invece di favorire il processo di credibilità reciproca, crea più tensione”. Il vescovo lancia un appello perché “non si giochi con il nucleare e si intraprenda sempre il dialogo politico”.

“Oggi ho pregato – racconta mons. You – perché tutti sapessero che con le armi nucleari non arriverà la pace. Solo con il dialogo reciproco si può trovare la linea giusta per convivere insieme. In questo senso sento molto forte l’Anno della Misericordia, avere misericordia nella verità”. Che significa per la Corea? “Significa – risponde il vescovo – trovare quello che ci accomuna: siamo filgi della stessa famiglia, parliamo la stessa lingua, siamo fratelli che vivono sperati nel Nord e nel Sud. Solo mettendosi nella posizione dell’altro, si può intraprendere il cammino del dialogo verso la pace. La situazione in Corea del Nord non è facile. Non so dove sia la via della pace. Solo il Signore, che è il re della storia, lo sa. Quindi solo Lui può muovere i cuori dei politici. Noi preghiamo il Signore perché aiuti ad aprire i cuori dei politici”.

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