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Diocesi: mons. Cipolla (Padova), “siamo tutti fratelli”, essere cristiani “invita a superare separazioni”

“Siamo tra noi tutti fratelli e sorelle. Ci vogliamo bene perché sediamo attorno alla stessa mensa preparata per noi dal Signore”, e attorno alla mensa “prima di ogni diversità vediamo, approfondiamo e godiamo la nostra unità e la nostra comunione”. È un passaggio dell’omelia pronunciata ieri da monsignor Claudio Cipolla, vescovo di Padova, nella Messa nella chiesa del Santissimo Nome di Gesù, più conosciuta come Tempio della pace. Ieri, solennità dell’Epifania e Festa dei popoli, il presule ha fatto notare che “se essere fratelli non esclude le difficoltà e il rischio di divisioni; essere cristiani invita a superare le separazioni e vincere le tentazioni insite nella debolezza umana, quella debolezza per cui Dio stesso ‘ha voluto farsi nostro compagno e fratello: uno di noi, pellegrino e viandante, profugo in Egitto, per vivere con noi e sostenere il nostro cammino'”. Dio “ha voluto farsi fratello dell’uomo e i magi si sono messi in cammino per vedere questa meraviglia: ‘uno spettacolo che sorprende tutti i popoli'”. Secondo un’ormai consolidata tradizione, il giorno dell’Epifania la Pastorale diocesana dei migranti organizza e coordina la Festa delle genti. Per l’occasione, la celebrazione di ieri è stata animata con canti, con l’offertorio, con le preghiere dei fedeli, da ucraini, africani anglofoni e francofoni, cinesi, croati, filippini, polacchi, indiani, romeni greco-cattolici e di rito latino, ispano-americani, srilankesi e italiani.

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