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Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), diversità di culture e tradizioni “non creino muri ma siano ponti”

“La festa dell’Epifania è la vera festa dei popoli, che trovano il loro punto di incontro e di comunione attorno al Salvatore, divino bambino di Betlemme”. Ha esordito così monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, nell’omelia della Messa per la solennità dell’Epifania e la Festa dei popoli, annuale celebrazione con le comunità immigrate in città. Soffermandosi sui problemi posti dalla “diversità di culture, di tradizioni religiose e civili, di linguaggi e di costumi”, monsignor Nosiglia ha spiegato: “La paura del diverso, le conflittualità che nascono, l’incapacità di procedere su vie di integrazione da una parte e dall’altra, atteggiamenti di rifiuto e di indifferenza latenti in molti ed espliciti per fortuna in pochi, fanno parte ormai del nostro vivere quotidiano. I mass media poi aggravano questa situazione, perché esasperano, a volte, i casi limite e diffondono una mentalità ed una cultura di sospetto e di insicurezza”. Tuttavia, il monito del presule, “le diversità non debbono creare muri, ma servire come ponti su cui impostare vie di dialogo e convergenze amicali e di condivisione, operando uniti per una società più giusta, solidale e pacifica”.
La festa anticipa l’annuale Giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 17 gennaio prossimo, che quest’anno ha per tema “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”, messaggio inviato ai migranti e alla Chiesa da Papa Francesco.

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