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Ue: Tang (Parlamento), “Chiudere le frontiere non risolverà i problemi dell’immigrazione”

L'europarlamentare olandese Paul Tang

(Bruxelles) – “I problemi attuali, sia che si tratti della crisi dei rifugiati o la lotta contro l’evasione fiscale delle società, hanno un elemento in comune: noi non possiamo risolverli che unendo le nostre forze su scala europea”. Paul Tang, eurodeputato del gruppo Socialisti e democratici al Parlamento Ue, fornisce il suo punto di vista sul ruolo dei Paesi Bassi nel quadro comunitario, avendo assunto dal 1° gennaio la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Unione. Tang segnala la “paura troppo diffusa” nel continente, che spinge gli Stati membri a chiudersi negli interessi nazionali, restando divisi. A suo avviso “la chiusura delle frontiere non costituirà un progresso” per affrontare il nodo dell’immigrazione. “Mi aspetto che in questo semestre – osserva – i Paesi Bassi sappiamo portare l’attenzione di tutti sugli interessi comuni e i valori condivisi” nell’Ue. Per questo servono “azioni, non solo parole”. Per Peter van Dalen, del gruppo Conservatori e riformisti, chiede che “le normative comunitarie esistenti” debbano essere rispettate, “sia che riguardino i trasporti stradali, la pesca, l’euro, la zona Schengen o le banche”. E sul Brexit?: “Sarebbe un disastro, per l’Ue e anche per i Paesi Bassi”, dice. Hans van Baalen, dei Liberaldemocratici, sottolinea l’importanza del Trattato transatlantico con gli Usa: “È vitale – afferma – per la crescita economica”.

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