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Osservatore Romano: Guy Consolmagno (Specola vaticana), “magi o pastori?”

“La festa dell’Epifania è speciale per noi astronomi. Tra tutte le persone accorse per vedere il Salvatore appena nato, solo i pastori e gli astronomi sono ricordati in modo specifico. Naturalmente questa fama ha un costo. L’Epifania è anche un tempo in cui noi astronomi siamo bersagliati da richieste di ‘spiegare’ la stella di Betlemme”. Lo spiega il gesuita Guy Consolmagno, direttore della Specola vaticana, in un editoriale del numero in uscita dell’Osservatore romano, in occasione dell’Epifania. “Forse la parte più importante del racconto dei magi – ammette – non ha nulla a che vedere con la stella stessa. Dopo aver lasciato le loro case, qualunque fosse la ragione, e dopo aver incontrato colui che riconobbero come re, fecero una cosa del tutto inattesa: tornarono a casa. Da quel capo irritante o alla vita familiare infelice. A quei noiosi calcoli astronomici. Tornarono, dalla loro ricerca di un re, pur avendolo trovato. Ma, come ci dice Matteo, tornarono per un’altra strada. L’incontro li cambiò. Eppure non cambiò la loro vita o il loro lavoro, né il modo in cui scoprivano la verità”. Ma, prosegue, “lo studio non è l’unica via verso la verità. Anche i pastori scoprirono il bambino nella mangiatoia. Furono ispirati dal canto degli angeli. Ed è strano che oggi nessuno chieda ai pastori di ‘spiegare’ quel canto!”. Consolmagno ricorda che “padre James Kurzynski, prete della diocesi di La Crosse, nel Wisconsin, ha scritto di questo contrasto nel blog della Specola vaticana (www.vofoundation.org/blog). Padre Kurzynski è un astronomo dilettante, cioè un saggio, ma anche un sacerdote, un pastore di anime. Alla fine della sua riflessione domanda ai lettori: ‘Voi come arrivate alla verità? Siete uno dei magi che gravita verso la ragione naturale? Siete un pastore sottomesso alla rivelazione divina? O magari un po’ di entrambi?”. Allora, conclude il direttore della Specola vaticana, “il racconto dei magi ci ispira a guardare al nostro cammino. Che stiamo cercando? Perché lo cerchiamo? Come lo riconosceremo quando lo troveremo? E siamo abbastanza coraggiosi da riportarlo a casa quando lo avremo trovato?”

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