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Family Day 2016: Lahl, “si fermi la maternità surrogata adesso”

“La pratica della maternità surrogata commerciale non ha nessuna differenza dalla vendita e dall’acquisto dei bambini”. Lo ha affermato la femminista americana Jennifer Lahl, dal palco del Family Day in corso al Circo Massimo di Roma. Lahl ha parlato della “violazione dei diritti umani del bambino”, mentre invece “nessuno ha diritto a un bambino, che sia eterosessuale, omosessuale o single”. “Il bambino è soggetto di diritto non un prodotto da commercio”, ha ammonito la femminista americana, per la quale “la maternità surrogata è un business, è un’industria”. Consiste nel “noleggiare delle donne sfruttate e usate per produrre bambini venduti in tutto il mondo”. Lahl parteciperà nei prossimi giorni a Parigi a una “conferenza per l’abolizione universale di maternità surrogata in tutta Europa” a cui parteciperanno “leader femministe svedesi, tedesche, francesi che si incontreranno per combattere la pratica iniqua della maternità surrogata”. Lahl ha puntato il dito anche contro lo “sfruttamento delle donne più povere” e ha affermato che la maternità surrogata commerciale “deve essere fermata perché è un abuso dei diritti”. Ricordando che la maternità surrogata è “vietata in molti Paesi”, Lahl ha concluso affermando che “dobbiamo alzarci in piedi insieme per chiedere che si fermi la maternità surrogata adesso”.

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