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Religiosi: mons. Carballo (Civcsva), “la gioia non è una possibilità ma una responsabilità”

È iniziato ieri sera, con la veglia di preghiera nella basilica di San Pietro, l’evento conclusivo dell’Anno della vita consacrata: “Vita consacrata in comunione. Il fondamento comune nella diversità delle forme”. “Le beatitudini sono cammino verso una vita piena e felice, qui ed ora”, ha detto nell’omelia monsignor José Rodriguez Carballo, segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (Civcsva): “Per un consacrato la gioia non è una possibilità ma una responsabilità. Se pensiamo che Dio può colmare i nostri cuori e renderci felici; se crediamo che i fratelli e le sorelle che Dio ha posto accanto a noi sono un suo regalo, allora non possiamo privare il mondo del dono della gioia in Cristo”. Sulle note della gioia ha avuto inizio la giornata odierna, introdotta dalla relazione del cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Civcsva: “Come consacrati, dobbiamo mostrare che Dio è capace di colmare il nostro cuore e di renderci felici”, ha spiegato, esortando poi tutti i consacrati e le consacrate all’unità e alla fraternità, a vivere nella Chiesa la spiritualità di comunione. Seguire, ascoltare, incontrare l’altro: questo lo stile di Gesù che i consacrati e le consacrate sono chiamati ad imparare, ha detto p.Christoph Theobald nel corso della sua relazione. L’invito a vivere lo stile di vita contemplativo di Gesù è arrivato, invece, dalle relazioni di Maria Grazia Angelini e Miguel Marquez Calle. La contemplazione non astrae dal mondo, ma inserisce vitalmente in esso: “Dio vive e opera nel mondo – ha spegato Angelini -, e ci pone nella situazione originaria di contemplare. Non un’attività, non uno stato di vita, ma uno stile che splende nell’atto: la forma unificante del credere. Lo Spirito è all’opera. Ci guida all’essenziale. Seguire il Maestro”.

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