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Famiglia: mons. Pennisi (Monreale), “abbiamo il diritto e il dovere come cattolici e come cittadini di giudicare le leggi”

“Il matrimonio di un uomo e di una donna non è la stessa cosa dell’unione di due persone dello stesso sesso”. A dichiararlo è l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, in un comunicato diffuso dall’arcidiocesi. Mons. Pennisi riprende una lettera che l’allora cardinale Bergoglio ha inviato il 5 luglio 2010 a Justo Carbajales, direttore del Dipartimento dei laici della Conferenza episcopale argentina, il quale aveva organizzato una marcia per opporsi alla legge sul matrimonio omosessuale, poi approvata dal Parlamento argentino. “La lettera – dichiara il vescovo – mostra con perfetta chiarezza il pensiero dell’attuale Pontefice, che è quello della Chiesa e del Catechismo. Da una parte, non vogliamo giudicare quanti pensano in modo diverso e non siamo contrari al riconoscimento dei loro legittimi diritti come persone, e dall’altra, abbiamo il diritto e il dovere come cattolici e come cittadini di giudicare gli atti e di giudicare le leggi, opponendoci fermamente a quelle che manifestano un reale e grave regresso antropologico”. “Quando – aggiunge mons. Pennisi – attraverso una decisione politica, vengono giuridicamente equiparate forme di vita in se stesse differenti, come la relazione tra l’uomo e la donna e quella tra due persone dello stesso sesso, si misconosce la specificità della famiglia e se ne preclude l’autentica valorizzazione nel contesto sociale, trattando in modo uguale realtà diverse”. “I credenti – conclude – hanno il dovere e il diritto di partecipare al bene comune con serenità di cuore e spirito costruttivo, come ha ribadito solennemente il Concilio Vaticano II”.

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