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Cardinale Vegliò: sui migranti “Europa chiusa, paurosa, egoista, stanca, vecchia”

Una Europa “chiusa, paurosa, egoista, stanca, vecchia”, “senza una visione del futuro”, incapace “di essere fedele alle sue tradizioni di rispetto dei diritti umani”. E’ quello che intravede il cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, che in una intervista al Sir analizza a tutto tondo quanto sta accadendo nella gestione della crisi migratoria in atto, con le chiusure delle frontiere e i rimpatri di massa. Con un appello finale, che esprime le preoccupazioni della Santa Sede: “Europa, ritrova la tua bellezza, forza e genialità”. “E’ un momento molto, molto triste per l’Europa – afferma -. E’ il segno di una Europa incapace di essere fedele alle sue tradizioni di rispetto dei diritti umani. Ci sono Paesi che dovevano accogliere e invece non lo fanno più, come la Germania. Altri che hanno sospeso il Trattato di Schengen”. E sulla confisca dei beni dei richiedenti asilo in Danimarca: “Meglio non dire quale brutto passato evoca. L’uomo torna sempre ai propri peccati. Capisco che un Paese debba sostenere delle spese per accoglierli, ma andare a prendere i loro beni, con tutti i soldi che girano nei Paesi ricchi europei! Non so chi ha messo in testa ai politici queste idee! Vedo profondo egoismo, paura dell’altro e indifferenza. L’atteggiamento dell’Europa è quello di chi dice: ‘A me degli altri non importa niente, possono pure morire, basta che non disturbino la nostra pace'”.

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