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Rapporto Eurispes: italiani in Chiesa per pregare e per tradizione familiare

Secondo l’annuale Rapporto Eurispes, presentato questa mattina a Roma, i cattolici italiani si recano in Chiesa per pregare (il 53,1%) e per tradizione familiare (il 18%). L’8,7% ammette di ricorrere alla fede per trovare la forza nei momenti dolorosi. Recita il Rosario un cattolico su cinque (il 20,6%), si confessa solitamente il 27,2% mentre si dedica alla lettura di Vecchio e Nuovo Testamento il 28,5%. Solo il coinvolgimento nelle iniziative benefiche organizzate dalla parrocchia di appartenenza arriva al 31,4%. Si prega quando si chiede l’aiuto di Dio nelle difficoltà (21,8% rispetto al 13,8% registrato nel 1991) o perché è un’abitudine ricorrente per il 27,7%. Chi prega per ringraziare Dio nei momenti felici riguarda un cattolico su dieci (10,3%). Il 16,1% prega solo in occasione di celebrazioni religiose, con un significativo incremento rispetto al 1991 (+6,4%) seguiti da un 14,6% che afferma di ricorrervi nei momenti tristi (nel 1991 erano il 23,7%). Infine, a non pregare mai, pur essendo cattolico, è il 7,1%.

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