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Bulgaria: rapporto Greta (Consiglio d’Europa) sulla tratta di persone. “Compiuti progressi, ma servono altre misure”

(Strasburgo) – Progressi nel sistema legislativo per la lotta contro la tratta di persone, nell’area della cooperazione internazionale e nella prevenzione del fenomeno. Sono gli sforzi realizzati dalla Bulgaria nell’ambito, descritti nel secondo rapporto di valutazione del gruppo di esperti sulla lotta contro la tratta degli esseri umani (Greta). Il progresso monitorato segue il primo rapporto di Greta del dicembre 2011 sull’applicazione della relativa Convenzione del Consiglio d’Europa. Tra le raccomandazioni degli esperti alle autorità bulgare: migliorare l’identificazione delle vittime della tratta, in particolare coloro che sono oggetto di sfruttamento al lavoro. Secondo Greta, gli sforzi “devono concentrarsi nell’ambito privato con l’aumento del mandato degli ispettori di lavoro e il monitoraggio sulle agenzie di reclutamento e di lavoro temporaneo”. Vista “la mancanza di identificate vittime della tratta di origine straniera”, nel rapporto si chiede alle autorità “di avere particolare attenzione per individuare vittime tra i lavoratori stranieri, i richiedenti asilo e le persone nei centri di detenzione per migranti”. Altre raccomandazioni riguardano l’identificazione e il sostegno dei bambini vittime di tratta. Greta esprime preoccupazione riguardo al “numero significativo di casi giudiziari conclusi con accordo tra il pubblico ministero e l’imputato chiedendo sanzioni efficienti e dissuasive per i colpevoli”.

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