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Unioni civili: Cif, “in gioco questioni fondamentali” per futuro. “Ferma opposizione” a utero in affitto

Le donne del Centro italiano femminile (Cif) ribadiscono, oggi in una nota, “la ferma opposizione all’uso strumentale del corpo della donna nella pratica dell’utero in affitto, prevista nel ddl Cirinnà”, nella convinzione che “nessuna donna possa essere ridotta a funzione e che la procreazione non può prescindere dalla relazione personale tra un uomo e una donna nella scelta di mettere al mondo un figlio, né che un figlio possa essere frutto di un contratto”. “Mai come in questo caso – sostengono le donne del Cif – l’etica della responsabilità si scontra con l’onnipotenza della tecnologia, che impone la sua visione falsamente neutrale e finisce con il considerare la persona umana semplicemente un mezzo per raggiungere un fine”. Con questa legge “viene ad offuscarsi la visione stessa di diritto, che anche se individuale non può prescindere dall’inevitabile funzione sociale e dalla ricerca del bene comune”. Il Cif ribadisce “l’importanza della famiglia costituzionalmente intesa, cellula originaria della società e luogo di crescita della solidarietà tra generi e generazioni”. D’altra parte, ritiene, “contro ogni forma di omofobia”, che “vengano rispettati e riconosciuti i diritti delle coppie omosessuali, da regolamentare per legge, ma da non confondere con il matrimonio”. Per il Cif, “il lungo dibattito sulla legge in discussione sta a confermare che sono in gioco questioni fondamentali per la società di domani, laddove la politica sarà chiamata a salvaguardare nella vita democratica il dinamico equilibrio tra libertà individuale e responsabilità sociale, tra progresso tecnologico e fondamentali principi etici”.

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