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Unioni civili: Meic, “Sì a una legge, ma nessuna equiparazione al matrimonio”. “Adozioni, tutelare i bambini”

“Tra poco comincerà il dibattito in Senato sul tema delle unioni civili, ed ognuno cercherà di far vincere i propri argomenti, purtroppo prevedibilmente con toni non sempre accettabili. Diviene quindi necessario che ognuno sappia ascoltare le ragioni dell’altro, perché su questi temi si confrontano sensibilità e idee differenti, e una sintesi è necessaria”. Lo afferma una nota della presidenza nazionale del Meic. Il Movimento ecclesiale di impegno culturale si dice “convinto che sia compito dei laici cattolici partecipare al dibattito, con passione e serenità, e cercando più ciò che unisce di ciò che divide, anche su temi di tale rilevanza morale e civile”. “Riteniamo necessario ammettere e disciplinare legislativamente le unioni civili, non solo per ragioni di aggiornamento sociale e giuridico (ci sollecitano la Corte costituzionale e la Corte europea), ma anche per ricostruire un equilibrio sociale che tenga conto dei diritti e doveri di tutti”. D’altro le unioni civili “sono una formazione sociale, come scritto all’art. 2 della Costituzione, e quindi non possono essere equiparate al matrimonio”. “Anche il tema dell’adozione richiede grande attenzione: la legge deve farsi carico di tutelare anzitutto i diritti dei bambini già nati e per quelli non ancora venuti alla vita individuare soluzioni che prevedano comunque il divieto assoluto del cosiddetto ‘utero in affitto’ e di ogni forma di maternità surrogata”.

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