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Slovacchia: il vescovo Milan Lach alle autorità statali, “basta con la decadenza morale e materiale delle risorse della sanità”

(Bratislava) – “Invece di un dialogo obiettivo e la ricerca di soluzioni accettabili ai problemi che aumentano, assistiamo all’arroganza del potere, all’oppressione e all’intimidazione di persone oneste e rispettabili che hanno avuto il coraggio di farsi avanti e difendere le loro posizioni in pubblico”. È quanto si legge nella dichiarazione di mons. Milan Lach, presidente del Consiglio per le attività pastorali nel settore sanitario della Conferenza episcopale della Slovacchia. Il suo appello al governo slovacco e a tutti i politici responsabili mira a sostenere l’iniziativa pubblica degli infermieri che lavorano negli ospedali, che chiedono di porre freno alla miseria materiale e morale nel settore dell’assistenza sanitaria. “I crescenti problemi morali e materiali causati dal saccheggio senza scrupoli di queste risorse, l’umiliazione dei pazienti e i rischi che corrono sulla loro pelle, così come la vessazione degli operatori sanitari, hanno raggiunto dimensioni insostenibili”, scrive mons. Lach, sottolineando che gli infermieri specializzati e i medici sono costretti a lasciare il Paese e cercare condizioni di lavoro dignitose all’estero. “Mi rivolgo alle autorità statali, in particolare al primo ministro e al ministro della Sanità, affinché comincino a soddisfare le legittime richieste degli infermieri slovacchi e smettano di minacciare coloro che chiaramente hanno a cuore il bene dei pazienti. Solo il rispetto verso gli altri rappresenta la via della salvezza, mentre il percorso della negligenza e del disprezzo conduce alla perdizione e a una solitudine disperata. Per favore, mostrate misericordia verso gli abitanti di questo Paese”, conclude la lettera.

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