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Siria: Mons. Tomasi (Santa Sede), “negoziati di Ginevra partano dalla tregua”

“Si sta tentando di giocare tutte le carte possibili per arrivare a un obiettivo molto specifico, che è il cessate-il-fuoco: cercare di avere una tregua, in modo che la popolazione civile, soprattutto, possa respirare un momento e si possa estendere a tutto il territorio della Siria l’aiuto umanitario di cui le persone hanno bisogno”. Esprime “fiducia” l’osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, monsignor Silvano Maria Tomasi, a Radio Vaticana parlando dei prossimi negoziati (29 gennaio) previsti a Ginevra per la soluzione del conflitto in Siria. “Partono oggi gli inviti ai gruppi che devono partecipare in questa prima fase di dialogo che riguarda i gruppi interni alla Siria, il governo e l’opposizione, e quindi si spera che il prossimo 29 gennaio, qui a Ginevra comincino a dialogare, anche se non si tratta di un incontro diretto tra le due parti, ma attraverso l’inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite. In tal modo i due gruppi possono comunicare, mentre questi fa la spola tra i due, in modo da far avanzare l’agenda dei negoziati e cercare davvero di arrivare ad accordi anche minimi, che portino un momento di pausa nella violenza che ormai da anni domina la Siria e il Medio Oriente”. Riguardo al sedicente Stato Islamico, afferma monsignor Tomasi questo, insieme ad al-Nusra, “non è parte del dialogo e non rientra nell’obiettivo di un cessate-il-fuoco tra i contendenti in territorio siriano, per cui la comunità internazionale, che sta appoggiando, specialmente attraverso il dialogo tra la Russia e gli Stati Uniti, questa nuova fase di mediazione per arrivare a un cessate-il-fuoco, viene disturbata naturalmente dal fatto che la violenza poi continua attraverso questi gruppi estremisti, che sono considerati dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu gruppi terroristici”. “In pratica – conclude – rimane in piedi una dimensione di incertezza e di difficoltà nell’avanzare verso l’obiettivo della pace”.

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