Quotidiano

Quotidiano - Italiano

This content is available in English

Papa Francesco: risvegliare “coscienza assopita” davanti a “povertà”. Povero è anche chi “soffre a causa della sua fede”

“La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia”. Ad affermarlo è il Papa nel messaggio per la Quaresima 2016, che inizierà il prossimo 10 febbraio, sul tema: “Misericordia io voglio e non sacrifici (Mt 9,13). Le opere di misericordia nel cammino giubilare”, presentato oggi in Vaticano. “È un miracolo sempre nuovo – scrive il Pontefice – che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo”. Perciò, spiega il Papa richiamando la bolla Misericordiae vultus, “ho auspicato ‘che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina’”. Nel povero “la carne di Cristo ‘diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga… per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura’”. “Inaudito e scandaloso mistero”, soprattutto “quando il povero è il fratello o la sorella in Cristo che soffrono a causa della loro fede”.

© Riproduzione Riservata
Chiesa