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Papa Francesco: no a “pensiero unico”, “tecnoscienza”, “falso sviluppo fondato sull’idolatria del denaro” che chiude porte a poveri

Papa Francesco visita Casa Iride - nella periferia Est di Roma - una struttura dove abitano 6 malati in stato vegetativo, assistiti dai loro familiari (15 gennaio 2016)

“Il povero più misero si rivela essere colui che non accetta di riconoscersi tale. Crede di essere ricco, ma è in realtà il più povero tra i poveri”, ammonisce il Papa nel messaggio per la Quaresima 2016 che prende il via il 10 febbraio, “Misericordia io voglio e non sacrifici (Mt 9,13). Le opere di misericordia nel cammino giubilare”. Nel testo, presentato oggi in Vaticano, Francesco spiega: “Egli è tale perché schiavo del peccato, che lo spinge ad utilizzare ricchezza e potere non per servire Dio e gli altri, ma per soffocare in sé la profonda consapevolezza di essere anch’egli null’altro che un povero mendicante. E tanto maggiore è il potere e la ricchezza a sua disposizione, tanto maggiore può diventare quest’accecamento menzognero” da non voler vedere “il povero Lazzaro che mendica alla porta della sua casa”, il quale “è figura del Cristo che nei poveri mendica la nostra conversione”. Lazzaro “è la possibilità di conversione che Dio ci offre e che forse non vediamo. E quest’accecamento si accompagna ad un superbo delirio di onnipotenza, in cui risuona sinistramente quel demoniaco ‘sarete come Dio’ che è la radice di ogni peccato”. Tale delirio, il monito del Papa, “può assumere anche forme sociali e politiche, come hanno mostrato i totalitarismi del XX secolo, e come mostrano oggi le ideologie del pensiero unico e della tecnoscienza, che pretendono di rendere Dio irrilevante e di ridurre l’uomo a massa da strumentalizzare. E possono attualmente mostrarlo anche le strutture di peccato collegate ad un modello di falso sviluppo fondato sull’idolatria del denaro, che rende indifferenti al destino dei poveri le persone e le società più ricche, che chiudono loro le porte, rifiutandosi persino di vederli”.

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