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Depressione: Fagiolini (Univ. Siena), “seconda causa di morte nel mondo” ma nessun Paese occidentale fa abbastanza

“Oggi nel mondo, il 28% delle malattie neurologiche psichiatriche sono responsabili di disabilità e una grossa quota (il 10%) sono imputabili alla depressione. Inoltre, nonostante la patologia sia la seconda causa di morte, nessun Paese occidentale, compresa l’Italia, alloca risorse per aumentare l’attenzione e la cura”. A dirlo è Andrea Fagiolini, docente dell’Università di Siena, relatore della conferenza internazionale dal titolo “Depression: State of the Art 2016 ” in corso alla Casina Pio IV all’interno della Città del Vaticano e organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Secondo le stime dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), la depressione è la più diffusa malattia al mondo: solo nel 2015, ha interessato 350 milioni di persone, più dell’intera popolazione degli Stati Uniti (che conta 321 milioni di abitanti) o di Brasile e Messico messi insieme (226 milioni e 127 milioni, rispettivamente). Ogni anno circa un milione di persone si toglie la vita a causa di questa malattia. “I trattamenti farmacologici di nuova generazione – conclude Fagiolini – offrono buoni risultati nella terapia della depressione, anche uniti ai trattamenti psicoterapici che tuttavia non devono, se privi di evidenze scientifiche, rappresentare un supporto esclusivo. Negli anziani, ad esempio, la psicoterapia di gruppo nelle case di riposo mostra degli effetti positivi”.

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