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Depressione: alla Casina Pio IV una conferenza internazionale sullo stato dell’arte

“Quanto più la malattia non è trattata bene, tanto più emergono i sintomi cognitivi e recentemente è stato osservato che questi sintomi possono anticipare anche di diversi anni i sintomi depressivi. La compromissione cognitiva, inoltre, interessa due terzi degli individui depressi”. Lo ha detto Luca Pani, direttore generale dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), durante la conferenza internazionale dal titolo “Depression: State of art 2016” in corso da questa mattina alla Casina Pio IV presso la Città del Vaticano. Durante la conferenza sono stati presentati i più recenti progressi sia in termini di comprensione della patogenesi della malattia sia sul piano della presentazione clinica nelle varie forme e intensità, le malattie correlate e, non ultime, le terapie attualmente disponibili. Dagli studi presentati, emerge che i due terzi dei pazienti non sono consapevoli di avere un disturbo trattabile e quindi non cercano aiuto, non ricevono alcun trattamento con il rischio di fare il proprio ingresso nella spirale della cronicità. Queste persone vivono in una condizione di disagio, di sofferenza costante ma non immediatamente riconoscibile. In particolare, nella popolazione anziana troppo spesso la depressione viene considerata una condizione “normale” e un declino cognitivo più o meno importante viene sottovalutato anche dai sanitari. Il 15% degli anziani mostra sintomi depressivi di varia entità e quelli con un disturbo “maggiore” arrivano al 3% della popolazione, portando con sé un corollario di patologie importanti con un detrimento complessivo della qualità della vita delle persone che invece potrebbero essere curate efficacemente.

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