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Austria: p. Balleis (Jrs), “chi non ha mai visto un rifugiato, dovrebbe restare in silenzio”

Le organizzazioni cattoliche continuano a opporsi al decreto del governo austriaco che sancisce un tetto a 37.500 richiedenti asilo in Austria per il 2016 e gli anni a venire. Padre Peter Balleis, direttore per l’Austria del Jesuits Refugee Service (Jrs), ha definito il massimale di accessi “una decisione distruttiva e la discussione è spaventosa”. Per padre Balleis le persone che s’impegnano ad aiutare i rifugiati, dovrebbero condividere le loro esperienze in modo più forte ed esplicito per “non lasciare la discussione ai polarizzatori”, in quanto “chi non ha mai visto un rifugiato dovrebbe restare in silenzio”. Balleis ha sottolineato che “se l’Europa avesse rispettato i suoi obblighi internazionali, molti rifugiati non sarebbero scappati”, riferendosi alla riduzione della quantità di aiuti umanitari in Siria. Anche l’Accademia sociale cattolica austriaca (Ksoe) ha espresso critiche: “La barca non è piena, soprattutto quando si tratta di gente che vuole salvarsi la vita”, ha detto alla televisione di Stato Orf la presidente dell’Accademia, Magdalena Holztrattner, perché “la situazione dei profughi è una sfida globale: ci può essere solo una soluzione europea. Una possibilità potrebbe essere che i Paesi che ricevono un minor numero di rifugiati sostengano finanziariamente quelli che appaiono più umani”.

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