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Prolusione card. Bagnasco: Scienza & Vita, “sostegno a famiglia e natalità orientamento per la politica”

“Tutelare, promuovere e sostenere la famiglia così da favorire la nascita dei figli e il futuro delle generazioni: indicazioni preziose quelle contenute nella prolusione del cardinale presidente Angelo Bagnasco, un appello accorato cui la politica non può non rispondere con azioni veramente incisive e programmatiche”: è il commento di Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell’Associazione Scienza & Vita, alla prolusione con la quale il presidente della Cei ha aperto oggi i lavori del Consiglio episcopale permanente. “È ormai certificato anche dai dati Istat che il nostro Paese sta affrontando uno spaventoso inverno demografico, frutto dell’assenza di politiche sociali ed economiche adeguate e di una società che inesorabilmente invecchia ripiegata su se stessa. Non a caso Papa Francesco, citato dal cardinale Bagnasco, ha parlato di ‘società depressa’ e, aggiungiamo, anche miope se continua a preoccuparsi delle emergenze del presente, piuttosto che costruire politiche a lungo raggio. Ma senza un vero impegno delle Istituzioni a creare percorsi di crescita reale per il futuro della famiglia, si rischiano azioni meramente demagogiche destinate a soluzioni di basso profilo”, ha aggiunto Ricci Sindoni. “In un momento in cui gli sforzi comuni andrebbero proficuamente tesi ad apprezzare e custodire quello ‘scrigno di relazioni, di generazioni e di generi, di umanesimo e di grazia’ che è la famiglia fondata sul matrimonio, così come riconosciuta dalla nostra Costituzione, si assiste invece a una corsa per la legittimazione di desideri soggettivi. Non esiste un diritto ad avere un figlio: dire che un bambino non è un oggetto acquistabile a piacimento non è populismo, ma un principio antropologico, basato sulla ragionevolezza dell’esperienza e del senso comune. Il ‘vero bene’ dei figli ‘deve prevalere su ogni altro’, e per questo occorre perseverare per difendere la bellezza e la centralità della famiglia e i diritti dei più deboli: i bambini”, conclude la presidente di Scienza & Vita.

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