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Papa Francesco: a Seminario Lombardo, evitare “doppiezza e mondanità”, preti non sono “predicatori di complesse dottrine”

Non giova formarsi “a compartimenti stagni”: “Preghiera, cultura e pastorale sono pietre portanti di un unico edificio”. È il consiglio del Papa ai futuri preti del Seminario Lombardo, ricevuti oggi in udienza guidati dal cardinale Angelo Scola. Queste tre dimensioni, ha proseguito Francesco, “devono stare sempre saldamente unite per sostenersi a vicenda, ben cementate tra loro, perché i sacerdoti di oggi e domani siano uomini spirituali e pastori misericordiosi, interiormente unificati dall’amore del Signore e capaci di diffondere la gioia del Vangelo nella semplicità della vita”. “L’evangelizzazione, oggi, sembra chiamata a dover nuovamente percorrere proprio la via della semplicità”, la tesi di fondo del Papa: “Semplicità di vita, che eviti ogni forma di doppiezza e mondanità, a cui basti la comunione genuina con il Signore e con i fratelli; semplicità di linguaggio: non predicatori di complesse dottrine, ma annunciatori di Cristo, morto e risorto per noi”. Altro aspetto “essenziale”, per essere “un buon sacerdote”, è il “contatto” e la “vicinanza” con il vescovo: “La caratteristica del sacerdote diocesano è precisamente la diocesanità – le parole di Francesco –  e la diocesanità ha la sua pietra angolare nella relazione frequente con il vescovo, nel dialogo e nel discernimento con lui. Un sacerdote che non ha un rapporto assiduo con il suo vescovo lentamente si isola dal corpo diocesano e la sua fecondità diminuisce, proprio perché non esercita il dialogo con il padre della diocesi”.

 

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