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Unioni civili: don Di Noto (Meter), “non è vero che gli abusi avvengono solo nelle famiglie tradizionali”

“È arbitrario sostenere, come taluni affermano dal mondo gay e Lgbt, che la famiglia faccia pena, essendo luogo di maltrattamento e abuso, mentre nelle unioni civili o nelle coppie di fatto dello stesso sesso non possono esserci dei perversi abusatori”. I bambini, afferma don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter, “sono vittime da parte di adulti nel mondo sia eterosessuale sia omosessuale. È bene ribadirlo. Non dovrebbe essere così”. E “sarebbe ora di smetterla di giocare con le parole sulla pelle delle vittime”, sostenendo, “per motivi politici e ideologici, che gli abusi avvengano nell’ambito della famiglia tradizionale: non è vero, e questo perché avvengono anche nelle unioni dello stesso sesso”. “Queste strumentalizzazioni – aggiunge don Di Noto – non danno e fanno giustizia alle vittime: i bambini. Milioni e milioni di bambini”. Inoltre, “da tempo ci si interroga davanti alla facile espressione: ‘conta l’amore’. Ma la pratica dell’utero in affitto, delle madri surrogate – sottolinea il sacerdote –, è una pratica da ipermercato, che dovrebbe essere superata dal dono dell’amore e dalla presenza di un papà e di una mamma. Pratica assurda e discutibile, perché offende la dignità delle donne”. Il dibattito in corso “è molto acceso”, ma “impostarlo come lotta ideologica, per difendere le unioni civili, è disonesto intellettualmente e non fa bene alla causa: la tutela dell’infanzia”, conclude don Di Noto.

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