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Diocesi: Rimini, progetto Caritas “Rifugiato a casa mia”

Non solo va aumentata l’accoglienza, in risposta all’appello di Papa Francesco a dare “una speranza concreta” alle “decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame”, ma “questa accoglienza non deve mai perdere il suo valore educativo nei confronti della comunità civile ed ecclesiale”. Lo sottolinea Cesare Giorgetti, referente per la Caritas di Rimini del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia” lanciato da Caritas italiana, che verrà presentato a breve nella diocesi riminese. “Rifugiati e famiglie avranno l’opportunità di sperimentarsi nell’accoglienza – afferma Giorgetti -. Non si tratta solo di offrire un tetto e un pasto a singole persone o nuclei familiari per sei mesi, ma di accompagnare le persone accolte in casa a diventare autonome e ad inserirsi gradualmente nel contesto sociale”. Al tempo stesso, “le famiglie che accolgono potranno vivere, attraverso la convivenza con persone di altri paesi, un’esperienza di solidarietà e condivisione”. Un progetto innovativo secondo Giorgetti, “che può diventare stile e modello per le diocesi”.

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