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Papa Francesco: a operatori santuari, pellegrinaggio non è “spiritualità di massa”

“Sarebbe un errore ritenere che chi va in pellegrinaggio viva una spiritualità non personale ma di massa”. A puntualizzarlo è stato il Papa, nel discorso rivolto agli operatori dei pellegrinaggi ai santuari, ricevuti oggi in udienza in Aula Paolo VI per il loro Giubileo. “In realtà, il pellegrino porta con sé la propria storia, la propria fede, luci e ombre della propria vita”, ha precisato Francesco: “Ognuno porta nel cuore un desiderio speciale e una preghiera particolare. Chi entra nel santuario sente subito di trovarsi a casa sua, accolto, compreso, e sostenuto”. “Mi piace molto la figura biblica di Anna, la madre del profeta Samuele”, ha rivelato il Papa: “Lei, nel tempio di Silo, col cuore gonfio di tristezza pregava il Signore per avere un figlio. Il sacerdote Eli, invece, pensava che fosse ubriaca e voleva cacciarla fuori”. Anna, per Francesco, “rappresenta bene tante persone che si possono incontrare nei nostri santuari”: “Gli occhi fissi sul Crocifisso o sull’immagine della Madonna, una preghiera fatta con le lacrime agli occhi, colma di fiducia”.

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