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Commissione Ue: indagine sull’occupazione. “Lavoratori mobili hanno migliori prospettive”

(Bruxelles) L’indagine su “Occupazione e sviluppi sociali in Europa” (Esde 2015), pubblicata oggi dalla Commissione europea, mette in evidenzia “le potenzialità del lavoro autonomo e dell’imprenditorialità nella creazione di posti di lavoro”. I dati indicano però che “alcuni gruppi, fra cui i giovani, gli anziani, le donne e le minoranze etniche, possono trovarsi innanzi maggiori ostacoli per avviare un’attività in proprio”. La relazione indica inoltre che “la maggioranza delle persone non ritiene di possedere le competenze o le conoscenze necessarie per avviare un’attività”. Da qui la necessità di politiche mirate da parte dei governi degli Stati membri, anche con il sostegno Ue. “Tali politiche possono comprendere un accesso più agevole a finanziamenti e incentivi fiscali, l’educazione all’imprenditorialità o l’accesso all’assistenza all’infanzia e alle persone anziane”. L’indagine insiste poi su una maggiore varietà di contratti di lavoro, tali da consentire “modalità di lavoro flessibili” per “aumentare la partecipazione al mercato del lavoro”, evitando però il rischio di una “segmentazione” del mercato occupazionale e di imporre condizioni professionali sfavorevoli ai lavoratori stessi. L’indagine segnala la necessità di “investire sulle persone”, con una serie di proposte operative, come formazione e mobilità. “Solo il 4% dei cittadini Ue fra i 15 e i 64 anni vive in uno Stato membro diverso da quello di nascita, eppure i lavoratori mobili dell’Unione tendono ad avere prospettive di lavoro complessivamente migliori rispetto alla popolazione locale”.

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