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Austria: critiche cattoliche e protestanti al governo per il tetto all’asilo. “Premio della non solidarietà”

Agenzie e associazioni cattoliche ed evangeliche austriache hanno criticato aspramente la decisione del Governo di limitare a circa 30mila gli asili accordati per il 2016 e gli anni a venire. Il presidente della Caritas austriaca, mons. Michael Landau, usa una metafora: “Cosa è il tetto massimo? Dopo 30mila domande d’asilo durante l’anno si respingono tutti gli altri rifugiati in cerca di protezione? Questa decisione è come chi vede un incendio che ingloba 5 fuochi diventando un enorme sesto fuoco e resta a guardare”. Landau ha sottolineato come “in tempo di guerra e di commerci fiorenti di armi, tutto questo è lontano dalla realtà di persone disperate che non possono esser fermate”. Per il prelato servono procedure standard e uniformi e la distribuzione equa dei rifugiati a tutti i 28 Stati membri” dell’Ue. La presidente dell’Azione cattolica austriaca, Gerda Schaffelhofer, parla di “fallimento lamentevole” del Governo austriaco e di una “corsa al primo premio della non solidarietà”, perché “se l’Europa può anche fallire in termini di umanità e di politica comune di asilo, non c’è alcuna giustificazione per l’Austria”. Secondo Michael Chalupka, direttore della caritas evangelica Diakonie, i respingimenti alle frontiere causerebbero un “effetto domino” per un peggioramento della crisi in Grecia e la riduzione delle prestazioni di base non farebbero che favorire l’ingresso illegale, allontanando l’integrazione.

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