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Macedonia-Serbia: appello di Save the children, “gelo polare, mamme e bambini rischiano la morte”

Rifugiati al centro di Presevo in Serbia (foto Save the children)

L’ondata di freddo che ha stretto i Balcani in una morsa di gelo negli ultimi giorni espone a seri rischi i migranti e soprattutto i bambini che continuano ad affluire in Serbia dal confine macedone. L’allarme è stato lanciato dall’organizzazione “Save the children”. “Oggi a Presevo ci sono 12 gradi sotto zero e di notte si arriva a -17”, racconta al Sir Valentina Ballenback, operatrice dell’organizzazione nel campo profughi a Presevo. “Alla stazione ferroviaria, circondate dalla neve, ci sono circa 400 persone con tanti bambini in attesa del treno per Belgrado”, aggiunge. Il maltempo ha trasformato il tragitto a piedi di due chilometri al confine tra la Macedonia e la Serbia, che i profughi devono affrontare, “in una pista gelida che le mamme con i bambini in braccio attraversano con immensa fatica”. Nonostante le temperature glaciali, circa mille rifugiati da Siria, Afghanistan e Iraq effettuano ogni giorno la traversata del Mar Egeo, tra la Turchia e la Grecia. Gli arrivi proseguono dunque sulle isole greche, compresa quella di Lesbo, dove nevica questa settimana e i bambini arrivano il più delle volte con addosso solo una maglietta, bagnati fradici dopo aver viaggiato su gommoni. “Non hanno altra scelta – rileva la Ballenback – e hanno paura che i confini europei potranno chiudere definitivamente”. Dunque, l’appello di “Save the children” ai governi europei “affinché diano priorità alla protezione immediata dei bambini e delle loro famiglie e ai bisogni umanitari”.

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